
TRAMA
Bastano due righe per raccontarvi tutto, ma non preoccupatevi perché, guardando quei 100 minuti di film, non presterete attenzione alla trama quanto piuttosto all’infinità di giovani ragazze nude o quasi, che riempiono dall’inizio alla fine il film.
La storia è presto detta: all’università del Michigan va in scena uno degli scontri più antichi del mondo, quello fra gli studenti scapestrati e i secchioni. Unica variante? I secchioni dominano l’intera università, hanno le ragazze più belle e non hanno intenzione di cedere il potere a nessuno. Sarà compito del clan Stifler, appartenente alle confraternita Beta House sconvolgere le stabili gerarchie universitarie.
La domanda sorge spontanea: che centra American Pie? Ebbene, se non vi basta la location giovanile e piena di feste, se non vi bastano tette e culi, vi posso dire che in questo episodio raddoppiano gli Stifler(oltre a John White, che impersona Erik, torna pure Steve Talley nella parte di Dwight), per colmare l’ormai nota mancanza dello Stifler originale. Per chi non conoscesse il personaggio appena citato consiglierei di vedersi gli altri episodi della saga perché si sa, le copie o in questo caso le coppie non valgono mai quanto l’originale. Scarso anche l’apporto di Eugene Levy, che interpreta la parte ormai storica di Noah Levenstein, non per la sua recitazione, che non cambia di una virgola rispetto al primo episodio della serie datato 1999, quanto per il poco spazio che gli è stato ritagliato.
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